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Ritratto di Felicita Civran


Olio su tela

64,6 x 49,8 cm

Firmato e datato in basso a destra "D. Corompai/1930"

Il dipinto ritrae Felicita Civran, la compagna di una vita di Duilio Corompai, che affettuosamente il pittore chiamava Felì e da cui ebbe cinque figli, Iris, Mario, Margherita, Ada e Giorgio, quest’ultimo morto in tenera età.

Il nipote Bruno Marchi racconta brevemente come avvenne l’incontro tra i nonni, per cui “galeotto” fu proprio il mestiere di pittore: “La prima cosa che so di mio nonno è che andava spesso nelle case della piccola nobiltà terriera Veneta e Friulana ad insegnare i rudimenti della pittura alle fanciulle in fiore. A quei tempi era in uso (per passare il tempo, immagino, in assenza della televisione). E fu così che trovò mia nonna Felì. […] Andarono ad abitare a Venezia, perché il nonno era veneziano, ma venivano a passare l’estate a Cimpello, dove la nonna aveva ancora una campagnetta”.

Grazie infatti alla proprietà della famiglia Civran nella campagna pordenonese, i Corompai trascorrevano qui le estati e si trasferirono anche per periodi più lunghi in concomitanza con lo scoppio delle due guerre mondiali.

In basso a destra, oltre alla firma, si legge la data di esecuzione del dipinto, il 1930: presumibilmente quindi Felì doveva avere tra i quarantacinque e i cinquant’anni. La donna è colta a mezzo busto, seduta su una poltrona dallo schienale ligneo lavorato, unica concessione alla rappresentazione del mobilio della stanza in cui si trova, contro uno sfondo indistinto.

Felicita è elegantemente vestita, pur mantenendo una certa semplicità, e indossa un cappello alla moda con un inserto al centro, sopra la fronte, mentre un tondo orecchino dorato decora il lobo dell’orecchio sinistro, unico gioiello che la donna si concede.